Ouzo e Mastika
“L’Ouzo e la Mastika: distillati autentici, tradizione e gusto greco”
Ouzo: dicono che si possa preparare l’alcool praticamente da qualsiasi cosa! Ebbene, prendete ciò che resta dopo che l’uva e’ stata pressata e che tutto quel bel succo se n’e’ andato per venire fermentato in vino, quindi le pelli, i semi, i gambi ecc. Mescolatelii con alcune erbe, radici, bacche e fiori, lascianteli fermentare per un po’, quindi distillanteli ed otterrete un alcool che si dice essere l’ origine di questo distillato.
Ancora oggi i Greci bevono il “cheapero”, residuo fermentato dell’uva, che viene poi distillato per produrre un alcool molto forte. Se bevete generose quantità di questo alcool, allora state preparati ad affrontarne le conseguenze il giorno seguente! Tuttavia, questa bevanda nei giorni nostri viene da alcool distillato da melassa, mescolato con l’anice pi๠altre erbe aromatiche.

Ouzo e Mastika
Per la maggior parte delle persone puo’ essere difficile distinguere un Ouzo da un altro, anche se gli esperti vi diranno che un buon Ouzo debba sempre essere re-distillato, a differenza della maggior parte degli Ouzo che sono semplicemente mescolati. Scoprirete che esiste una vasta gamma di questo distillato in commercio che variano nel contenuto di alcool (intorno al 40%), nel prezzo e nella forza del gusto dell’anice.
I conoscitori dicono che uno dei migliori di questi distillati viene dalla Macedonia e dalle regioni di Lesvos (Mitilini), anche se ci sono tantissime distillerie che operano in tutta la Grecia. E’ un buon “assaggio di Grecia” portarlo a casa come regalo per gli amici ed alcuni di questi distillati sono confezionati in bottiglie molto belle che possono poi essere riutilizzate come vasi o da semplice ornamento. Se preferite invece tenerlo per voi allora scoprirete che e’ normale berlo mischiato con acqua e che costituisce un eccellente complemento alle vostre “Meze“.
Lo Spirito della Grecia
Per i greci, questo liquore locale cattura l’essenza stessa del Paese. È come avere il sole in un bicchiere, una celebrazione della semplicità e della gioia di condividere i momenti della vita insieme. Che venga sorseggiato al tramonto sul mare o gustato in una vivace taverna, questo distillato all’anice resta uno dei piaceri più duraturi della Grecia.
Si dice che si possa fare alcol quasi da qualsiasi cosa! Un tempo, ciò che restava dopo la spremitura dell’uva, quando tutto il succo era già fermentato in vino, veniva mescolato con bucce, semi e raspi. Aggiungendo erbe, radici, bacche e fiori, lasciando fermentare il tutto per un po’, e poi distillando il composto, si otteneva un alcol che è considerato l’origine di questa bevanda.
Ancora oggi i greci bevono il “cheapero”, il residuo fermentato dell’uva, che viene poi distillato per produrre un alcol molto forte. Chi ne consuma grandi quantità deve prepararsi a sopportarne gli effetti il giorno successivo! Oggi, invece, l’aperitivo moderno deriva da alcol distillato dalla melassa, miscelato con anice e altre erbe aromatiche.
Origine del nome
L’origine del nome è un affascinante intreccio di storia, lingua e leggenda. Sebbene non esista una spiegazione unica e universalmente accettata, diverse teorie ne fanno risalire le radici al XIX secolo, periodo in cui la bevanda cominciò a essere prodotta e esportata in tutta la Grecia.
Una teoria popolare collega il nome all’espressione italiana “uso Massalia”, cioè “per uso a Marsiglia”. Nel 1800, i mercanti greci che spedivano distillati di alta qualità in Francia contrassegnavano le casse di legno con questa dicitura. Col tempo, i locali iniziarono a riferirsi al prodotto all’interno semplicemente come “ouzo”.
Un’altra possibilità è che il termine derivi dal greco antico “οῦζον” o “οῦζο”, collegato a “οὐσία” (ousia), che significa “essenza” o “sostanza”. Questo ha senso, considerando che l’ouzo è essenzialmente un’essenza distillata di anice e erbe.
Una terza spiegazione, più folkloristica, suggerisce che il termine si sia evoluto a livello regionale a partire dal tsipouro, il tradizionale distillato d’uva, da cui nacque il liquore quando aromatizzato con anice.
Qualunque sia la sua vera origine linguistica, il nome è diventato molto più di una parola. Incorpora l’artigianato, la tradizione e l’ospitalità greca, evocando immediatamente immagini di mari blu, taverne assolate e il calore dei momenti condivisi.
Mastika
La Mastika, una gomma resinosa proveniente da una specie di albero di pistacchio, il “Pistacia lentiscus”, e’ stata usata in Grecia per centinaia di anni come rimedio per una vasta gamma di disordini gastro intestinali.
Si e’ scoperto essere una valida alternativa ai farmaci nel trattamento di gastriti, disturbi di riflusso gastro-esofagei (GERD) e molte specie di infiammazioni intestinali.
E’ inoltre una sana ed efficace alternativa agli antibiotici nel trattamento delle ulceri dello stomaco e duodenali e nell’eliminazione dei batteri, cosi’ di frequente causa di queste malattie: “Helicobacter pylori” (H. pylori).
A differenza degli antibiotici infatti, questa resina non elimina anche i batteri amici dell’intestino, cosi’ importanti per la salute ed il benessere.
