Cavalieri Di Rodi

Il loro titolo corretto era “Cavalieri dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme”. Piu’ tardi divennero conosciuti semplicemente come “Cavalieri di San Giovanni” o “Cavalieri Ospitalieri” o “Cavalieri di Rodi” e, per finire, “Cavalieri di Malta”. L’Ordine di San Giovanni fu fondato da un certo monaco Gerarde Tenque o Tunk (Gerardo Sasso), conosciuto anche come “il Beato”. Gerard gestiva un piccolo ospedale a Gerusalemme quando questa venne assediata dai Crociati nel 1099. Durante l’assedio, egli aiuto’ gli affamati Crociati tirando loro pagnotte di pane dalle mura. Quando venne interrogato dai Mussulmani, difensori della citta’, egli disse per difendersi che tirava pietre. Gerard fu comunque condotto al cospetto del Comandante di Gerusalemme. La sua borsa, ricolma di pagnotte, fu presentata come prova del suo tradimento, ma quando il suo contenuto venne svuotato sul pavimento, le pagnotte si erano trasformate in pietra! Fratello Gerardo venne lasciato libero e divenne famoso in tutto l’accampamento Cristiano come “Beato Gerardo”. Con la presa di Gerusalemme da parte dei Crociati, il piccolo ospedale di Gerard crebbe in dimensione ed importanza, attirando sempre piu’ monaci al suo servizio.

Tratto da “Rodi (1306-1522) una Storia” di Vangelis Pavlidis

Presto cavalieri e principi omaggiarono Gerard ed il suo Ordine appena fondato con preziosi regali, incluse alcune terre in Europa. I compiti ed i doveri dell’Ordine non si limitavano ora alla gestione dell’Ospedale ma includevano il compito di tenere le strade sgombere da possibile minacce per i pellegrini. Molti dei figli maschi delle famiglie nobili che, pur dotati di una forte vocazione religiosa, venivano invece addestrati solo all’arte spadaccina, si unirono alle fila dell’Ordine. Votati alla castita’, alla poverta’ ed all’obbedienza, questi monaci-soldati divennero poco alla volta un corpo di soldati professionisti e la piu’ formidabile forza armata del tempo. Il loro coraggio divenne leggendario nei campi da combattimento e tra i nemici. Essi potevano essere ovunque e in qualsiasi momento, e li si poteva sempre trovare la’ dove la battaglia era piu’ fitta e il pericolo piu’ grande. Tuttavia lo splendore dell’Ordine non rimase sempre incontaminato. Man mano che il suo potere cresceva, esso comincio’ a seguire solo le proprie regole. Il proposito dell’Ordine divenne a volte esclusivamente il proprio vantaggio e i voti di castita’, poverta’ ed obbedienza vennero infranti. E se, occasionalemente, c’era dissacordo con la volonta’ del Papa, semplicemente la si ignorava.

Tratto da “Rodi (1306-1522) una Storia” di Vangelis Pavlidis

Gli Otto D’Europa?

La storia dei Cavalieri di San Giovanni in Palestina termina Venerdi’ 18 Maggio 1291. In questo giorno, 250.000 Mamelucchi sotto il comando di Al-Ashraf attaccarono le mura di Acri, l’ultima fortezza dei Crociati. Il Gran Maestro Jean de Villier, fu gravemente ferito in battaglia. I restanti Crociati si imbarcarono sulle loro navi e lasciarono per sempre la Terra Santa. I Cavalieri di San Giovanni trovarono rifugio temporaneo a Cipro, controllata dal riluttante Ernico II. I Cavalieri non vogliono tornare in Europa. Vogliono combattere gli infedeli e restare il piu’ vicino possibile alla Terra Santa. Cosi’ cominciarono a cercare un posto adatto come base permanente. Nel bel mezzo di uno dei loro passatempi preferiti, cacciare pirati, i Cavalieri giunsero a Rodi in Grecia. Fu amore a prima vista! I Cavalieri sentirono che Rodi era prefetta…e non furono ne’ i primi ne’ gli ultimi ad avere questa sensazione. Da quel giorno Rodi non abbandono’ mai piu’ le menti dei nostri bravi Cavalieri. Cominciarono cosi’ a studiare i piani per l’insediamento definitivo dell’Ordine sull’isola, situata perfettamente a meta’ strada tra l’est e l’ovest e famosa per la sua bellezza.

Cavalieri a cavallo
Tratto da “Rodi (1306-1522) una Storia” di Vangelis Pavlidis

Nel 1304 Foulques de Villaret fu eletto Gran Maestro. Fu con Villaret che Vignolo Vignoli, uomo d’affari e pirata strardoniario (o era il contrario?) si accordo’ per dividere Rodi: 1/3 per lui e 2/3 per i Cavalieri. Con la Benedizione del Papa Clemente V e l’approvazione dei re di Inghilterra e Francia, i Cavalieri di San Giovanni approdarono sulla costa orientale dell’isola. Molto presto occuparono le fortezze Bizantine di Pheraklos e Phileremos, tagliando fuori la citta’ dal resto dell’isola Dopo essersi solidamente assicurato il controllo dell’entroterra rodiota, de Villaret chiese quindi all’Imperatore Bizantino Andronicos I “il Paleologo” il permesso di stabilire l’Ordine a Rodi. In cambio l’Ordine accettava di pagare un tributo annuale e di supportare l’Imperatore con uomini armati ogni qual volta ne avesse avuto bisogno. L’Imperatore Andronico rifiuto’ con disprezzo l’offerta. Fu cosi’ che il 15 Agosto 1309 (giorno della festa della Santa Vergine Maria), i Cavalieri di San Giovanni presero la citta’ di Rodi. La leggenda racconta che, indossando pelli di pecora, il Gran Maestro e un piccolo gruppo di coraggiosi Cavalieri, si nascosero in mezzo ad un gregge e approfittando di una giornata scura e nuvolosa, riuscirono ad entrare nella citta’. Dopo aver quindi ucciso le guardie, aprirono le porte ai loro compagni che li aspettavano fuori. Qui comincia la storia dei Cavalieri di Rodi.

Tratto da “Rodi (1306-1522) una Storia” di Vangelis Pavlidis

La gerarchia dell’ordine

Cavalieri di Rodi
Tratto da “Rodi (1306-1522) una Storia” di Vangelis Pavlidis

Cavalieri: dovevano essere i discendenti di almeno quattro generazioni di nobili da parte di entrambe i genitori. Indossavano un mantello nero con su una croce bianca ad otto punte sulla sinistra. Erano dotati di una spada ed indossavano gli speroni. Gli ufficiali amministrativi e militari dell’Ordine venivano eletti o indicati da questa classe. Votati alla castita’, poverta’ ed obbedienza, essi erano obbligati a combattere in difesa della Fede.

Cappellani: erano responsabili dei doveri religiosi dei fratelli e di occuparsi delle istituzioni dell’Ordine. Piu’ tardi essi vennero divisi in due classi: quelli che assolvevano ai loro doveri all’interno della loro sede (cappellani conventuali) e quelli che assolvevano a doveri simili ma nei conventi e possedimenti Europei (preti dell’obbedienza).

Sergenti: ne esistevano di due tipi: Sergenti alle Armi (servientes armorum) e Sergenti agli Offici (servientes officii). Questi ultimi erano i feudatari dei Cavalieri e potevano essi stessi diventare Cavalieri. I primi invece non possedevano i requisiti nobiliari per diventare Cavalieri, ma venivano impiegati nell’Ospedale e la loro posizione divenne successivamente molto ambita.

Tutti coloro che avevano preso i voti vennero designati “di Giustizia”. All’Ordine dei “Cavalieri di Grazia” poteva essere ammesso chi era a corto di requisiti.

Le tre classi costituenti l’Ordine furono divise per nazionalita’ chiamate “Langues” (franc. lingue), originariamente sette: Alvernia, Inghilterra, Francia, Alemagna, Italia, Provenza e Aragona. Successivamente venne aggiunta anche la lingua di Castiglia, per un totale di otto. Ogni lingua comprendeva Priorati o Gran Priorati, Baliaggi e Commende. Il Generale di Settore eleggeva il Gran Maestro, che otteneva il Priorato Generale vitalizio.

Cavalieri di Rodi

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