Il gioco del Tavli

Il gioco del Tavli Introduzione

Se il Tavli fosse una disciplina olimpica, la  Grecia ne vincerebbe sempre la Medaglia d’oro. Ed e’ facile rendersi conto di quanto questo sia vero infilando il naso in un qualsiasi kafeneio greco dove potete vedere uomini e donne giocare all’amato gioco greco del “Tavli” sorseggiando un caffe’ greco o un bicchiere di ouzo con il komboloi sul tavolo. Il tavli assomiglia un po’ al gioco occidentale del backgammon. A volte ci giocano molto tranquillamente, quasi in modo contemplativo, a volte l’ambiente e’ molto febbrile e rumoroso. Il Tavli si gioca per divertimento ed a volte anche per soldi o scommessa, un altro sport molto amato dai Greci.
“Tavli” significa tabella in Grecia. Ed e’ anche il nome utilizzato per indicare diversi giochi che vengono giocati sulla tabella da Backgammon.
Ci sono tre tipi di Tavli in Grecia, comunemente giocati:

Portes: simile al Backgammon occidentale;

Plakoto’: un gioco dove una pedina cerca di intrappolare un’altra pedina nella stessa posizione;

Fevga: gioco di origini turche dove una pedina e’ sufficente per bloccare una posizione.

Questi giochi sono giocati uno dopo l’altro, in partite da tre, cinque o sette punti.
 
Scopo del gioco

Lo scopo del gioco e’ che un giocatore muova tutte le sue pedine nella sua meta’ di tabella e poi le trasporti tutte fuori. Il primo giocatore che porta fuori tutte le sue pedine vince il gioco. Le posizioni d’inizio sono le posizioni matrici, chiamate ‘mana ‘in greco. Per iniziare il gioco, ogni giocatore getta un singolo dado. Ciò determina il giocatore che tira per primo. Se escono due numeri uguali, allora entrambi i giocatori tirano ancora fino a che non escono due numeri differenti. Il giocatore che tira il numero più alto muove le sue pedine a seconda dei numeri che sono usciti su entrambi i dadi. Dopo il primo tiro, i giocatori tirano due dadi ciascuno ed alternano il turno. Il tiro dei dadi indica di quanti punti il giocatore deve spostare le sue pedine. Le pedine si muovono sempre in avanti.

Differenze generali fra il backgammon Greco e quello occidentale:

Non esiste il raddoppio;

Gammons e backgammons contano uguali (2 punti);

Si usa un solo paio di dadi e può essere gettato in entrambi i lati della tabella. Se i dadi atterrano su una pedina o non si adagiano correttamente, entrambi vanno rilanciati;

All’inizio del gioco chi inizia e’ colui che lancia il numero piu’ alto. Quindi tira ancora ed inizia con questi numeri (in modo che sia possibile iniziare con i doppi). In tutti i successivi turni il vincitore dell’ultimo gioco inizia il nuovo;

Una mossa e’ conclusa quando l’avversario tira i dadi. Spieghiamo meglio: (X contro O, X tira): normalmente O prende i dadi mentre X fa le sue mosse. Finche’ X ha una pedina in mano (o il suo dito su di essa), X può cambiare completamente mossa. Se X termina la sua mossa, O può lanciare i dadi ed il turno di X e’ concluso. Se O lancia troppo presto i dadi, non ha valore e deve rilanciarli. Questo modo di fare le mosse permette giochi veloci e semplici.

La storia

Questo gioco e’ uno di più vecchi giochi esistenti, datato quasi 5000 anni addietro e si crede che sia stato sviluppato dagli antichi Egizi. Usando 15 pietre, due dadi, una tabella ed un atteggiamento da vincitore, prova a spostare le tue pietre fuori della tabella prima del tuo avversario. I Greci antichi ci giocarono. Cosi’ fecero anche i Romani. Il gioco che conosciamo oggi e’ stato raffinato in Inghilterra nel diciassettesimo secolo, periodo in cui ha anche acquistato il nome di Backgammon. Un’innovazione significativa del ventesimo secolo fu l’aggiunta del raddoppio negli anni ’20. Questa regola non faceva parte originariamente del Tavli.

Tabelle da gioco di 3 x 10 quadrati sono state trovate in diversi siti archaeologici degli antichi egizi. Il gioco era conosciuto agli antichi Egizi come il gioco dei trenta quadrati o Senet (a volte Senat). Le regole esatte del gioco non sono conosciute. Sono inoltre state ritrovate tabelle simili composte da 3 x 12 quadrati, 3 x 6 quadrati ed altri modelli. Non e’ chiaro se queste siano appartenute a giochi differenti o se fossero varianti dello stesso. Un certo numero di tabelle infine rappresentavano Senet un lato e un altro gioco egiziano popolare, il gioco dei venti quadrati, dall’altro.

Giochi del tipo Backgammon sono stati giocati per migliaia di anni in tutte le parti del mondo e certamente durante le ere egiziane, greche e romane. I Romani lasciarono un gran numero di prove dell’esistenza di un gioco che avevano denominato Ludus Duodecim Scriptorum, il gioco delle dodici linee. Questo gioco probabilmente e’ derivato dal Senat egiziano che ha una base di 3 x 12 punti ed e’ giocato con 3 dadi da 6 facce ma, ricordiamo, le regole del gioco non sono mai state completamente accertate.

Nel primo secolo d.C., il Ludus Duodecim Scriptorum venne sostituito da una variante con soltanto 2 file di 12 punti, un gioco che entro il VI secolo fu chiamato “Alea”. Entrambi questi giochi ed anche altri venivano inoltre identificati come “Tabula”, che era un nome generico per indicare i giochi da tavola e nei primi anni dell’epoca medioevale veniva solitamente identificato con il gioco da tavola più popolare, il Duodecim Scriptorum/Alea/Backgammon, nello stesso modo in cui oggi il termine generico “football” normalmente significa il “soccer” in Inghilterra.
In Asia, il gioco di Nard comparve in qualche momento precedente all’800 d.C., nel sud-ovest dell’Asia o in Persia a seconda di quale versione della storia si vuole credere e varianti di questo gioco sono giocate ancora oggi in tutto il continente. La storia cinese dice che lo “t’shu-p’u”, il nome cinese del Nard, e’ stato inventato in India occidentale, ed arrivo’ in Cina durante la dinastia dei Wei (220-265 d.C.) e divenne popolare dal 479 al 1000 d.C. In Giappone il gioco fu denominato “Sugoroko” e fu dichiarato illegale durante il regno dell’Imperatrice Jito (690-697 d.C.). Il Nard, a sua volta, sembra sia stato introdotto in Europa attraverso l’Italia o la Spagna di seguito all’occupazione araba della Sicilia (902 d.C.).

La prima menzione del gioco nella stampa inglese si fa nel codice “Exoniensis” pubblicato nel 1025: “These two shall sit at Tables…”. Il “Tables” fu probabilmente portato in Inghilterra da un uomo di ritorno dalle Crociate. Molti di loro infatti rimasero a lungo a Creta e Malta. Il Nard o Tables venne giocato in tutta l’Europa durante il Medio Evo e divenne molto popolare nelle locande inglesi, anche se gli scacchi lo sorpassarono come gioco più popolare nel quindicesimo secolo. Prima della fine del sedicesimo secolo, le Tables divennero, per qualche ragione, un termine generico per tutti i giochi giocati su una superficie piana o su tabella.

Come molti giochi giocati per soldi, divenne impopolare con le autorità in Inghilterra e, fino al regno di Elizabetta I, la legge proibi’ il gioco delle Tabelle. Nei primi anni del diciassettesimo secolo, tuttavia, in seguito ad alcune modifiche alle regole, il gioco subi’ una rinascita ed invase ancora l’Europa sotto una varietà di nomi differenti la maggior parte dei quali sono durati fino ad oggi. Tavli e Tabelle sono quasi sinonimi. E’ un argomento di dibattito se il termine backgammon sia derivato dal Gallese “back” (piccolo) e “gammon” (battaglia) o dal Sassone “bac” (posteriore) “gamen” (gioco).

Il backgammon ha subito un’altra rinascita prima della prima guerra mondiale ma svani’ durante la metà del ventesimo secolo per ricomparire ancora soltanto negli anni settanta e transformarsi nel gioco popolare che e’ oggi. E’ inoltre ancora ampiamente giocato nel Medio Oriente come “Tric-trac”. Esiste una famiglia intera di varianti del Backgammon: Chouette (una versione da 3 o 4 giocatori), backgammon di squadra, Sixey-Acey, backgammon olandese, backgammon turco (Moultezim), backgammon greco (Tavli, Portes, Plakoto, Fevga), Gioul (dal Medio Oriente), Acey Deucey (la versione di backgammon olandese delle forze armate degli Stati Uniti), Acey Deucey Europeo, backgammon russo, Tabard backgammon e backgammon islandese (Kotra).

Il Tavli e’ un gioco che consiste di altri tre diversi giochi, chiamati “Portes” (che significa “porte”, due pedine insieme formano una “porta”), “Plakoto” (viene dal verbo greco “plakono” che significa mettere qualcosa sopra a qualcos’altro, nel gioco si mette una pedina sopra ad una pedina dell’avversario) e “Fevga” (dal verbo greco “Fevgo” che significa “andare via” e rappresenta lo scopo del gioco di far raggiungere a tutte le pedine la propria casa-base). Portes e’ l’equivalente del backgammon, con l’eccezione del raddoppio e della vincita con 3 punti: questa e’ solitamente con 5 o 7 punti. In Grecia l’equivalente esatto di backgammon e’ chiamato “Vidos”. I Greci usano giocare le partite alternando fra i giochi Portes, Plakoto e Fevga.

Portes

Portes e’ la forma di Tavli piu’ simile al Backgammon occidentale.

Preparazione del gioco: La preparazione del gioco e’ identica a quella del backgammon. Ogni giocatore ha due pedine nella posizione 1 dell’avversario, 5 pedine nella posizione 12 dell’avversario, 3 pedine nella propria posizione 8 e 5 pedine nella propria posizione 6.

Scopo del gioco: Lo scopo del gioco e’ quello di spostare tutte le proprie pedine muovendole intorno alla tabella nella propria meta’ e quindi di farle uscire a mano a mano dalla tabella. Chi finisce per primo vince il gioco.

Inizio del gioco: Ogni giocatore tira un dado e il numero piu’ alto comincia. Chi inizia tira entrambe i dadi per iniziare il suo primo turno. Al termine di tutto il gioco, il vincitore inizia il gioco successivo.

Mossa: Il lancio dei dadi indica di quanti punti il giocatore deve muovere le sue pedine, applicando le seguenti regole:

Una pedina puo’ essere spostata solo su una posizione libera, ovvero una posizione che non sia occupata da due o piu’ pedine.

I numeri che compaiono sui due dadi raffigurano due mosse differenti. Per esempio se ad un giocatore escono il 5 ed il 3, egli puo’ muovere una pedina di 5 spazi su una posizione libera ed un’altra pedina di 3 spazi, oppure puo’ muovere un’unica pedina di otto spazi, ma solo se gli spazi intermedi (sia i 3 che i 5 spazi dal punto di partenza) sono liberi.

I doppi si giocano due volte. Per esempio se esce doppio 6 il giocatore ha quattro mosse da 6 da utilizzare.

Bisogna sempre usare entrambe i numeri usciti, o i quattro numeri in caso di doppio.

Colpire: Una pedina ferma da sola su un punto si chiama “macchia”. Se una pedina dell’avversario arriva su una “macchia”, la macchia e’ eliminata ed appoggiata sulla barra centrale che divide la tabella in due parti.

Rientrare dalla barra: Quando hai una o piu’ pedine sulla barra, il tuo obbligo e’ quello di far rientrare le pedine, prima di poter ricominciare a muovere quelle ancora in gioco. Per far rientrare le pedine bisogna tirare i dadi e cercare di ottenere un punteggio che corrisponda a delle posizioni libere sulla meta’ dell’avversario. Se sei in grado di far rientrare solo alcune ma non tutte le pedine sulla barra, il turno passa all’avversario e al turno successivo continuerai a tentare di far rientrare le tue pedine.

Tirare fuori le pedine: Una volta che sei riuscito a portare tutte le tue 15 pedine alla tua casa-base (tue posizioni 1-6), puoi cominciare a tirarle fuori. Le tiri fuori lanciando i dadi e togliendo man mano le pedine dalle posizioni che compaiono sui dadi. Se non c’e’ una pedina su una o su tutte e due le posizioni che appaiono sui dadi, devi rimuovere le pedine dalla posizione piu’ alta che ricoprono.

Punteggio: Il primo concorrente che tira fuori tutte e 15 le pedine vince il gioco. Se l’avversario ha tirato fuori almeno una pedina, perde solo un punto, altrimenti ne perde due. Non c’e’ raddoppio in questo gioco.

Differenze nelle regole dal Backgammon:

Chi inizia a giocare ritira i dadi per il suo primo turno.

Il vincitore acquista un punto per una vincita normale e due per un gammon. Non esiste il backgammon. Non c’e’ raddoppio.

Plakoto’

Il Plakoto’ e’ giocato anche in Bulgaria dove e’ conosciuto come “Tapa”.

Preparazione del gioco: Ogni giocatore comincia con le 15 pedine sulla posizione 1 dell’avversario. Le pedine si muovono attrono alla tabella in direzione opposta, come mostrato nel diagramma.

Scopo del gioco: Lo scopo del gioco e’ quello di spostare tutte le proprie pedine muovendole intorno alla tabella nella propria meta’ e quindi di farle uscire a mano a mano dalla tabella. Chi finisce per primo vince il gioco.

Inizio del gioco: Ogni giocatore tira un dado e il numero piu’ alto comincia. Chi inizia tira entrambe i dadi per iniziare il suo primo turno. Al termine di tutto il gioco, il vincitore inizia il gioco successivo.

Mossa: Il lancio dei dadi indica di quanti punti il giocatore deve muovere le sue pedine, applicando le seguenti regole:

Una pedina puo’ essere spostata solo su una posizione libera, ovvero una posizione che non sia occupata da due o piu’ pedine.

I numeri che compaiono sui due dadi raffigurano due mosse differenti. Per esempio se ad un giocatore escono il 5 ed il 3, egli puo’ muovere una pedina di 5 spazi su una posizione libera ed un’altra pedina di 3 spazi, oppure puo’ muovere un’unica pedina di otto spazi, ma solo se gli spazi intermedi (sia i 3 che i 5 spazi dal punto di partenza) sono liberi.

I doppi si giocano due volte. Per esempio se esce doppio 6 il giocatore ha quattro mosse da 6 da utilizzare.

Bisogna sempre usare entrambe i numeri usciti, o i quattro numeri in caso di doppio.

Bloccare l’avversario: non si possono togliere dalla tabella le pedine dell’avversario in questo gioco. Invece, se la tua pedina occupa una posizione occupata da un’altra pedina da sola dell’avversario (la macchia), la pedina dell’avversario e’ intrappolata finche’ non rimuovi la tua pedina. Due delle tue pedine su una posizione o una delle tue pedine sopra una di quelle dell’avversario, crea un blocco che l’avversario non puo’ modificare in alcun modo.

Bloccare la pedina-madre: L’ultima pedina nella posizione di partenza si chiama pedina-madre. Se questa pedina viene bloccata dall’avversario prima che abbia lasciato la posizione di partenza, il gioco termina e si perdono 2 punti. L’unica eccezione e’ se l’avversario ancora ha pedine sul suo punto di partenza, poiche’ in questo caso la sua propria pedina-madre e’ ancora minacciata. Un gioco in cui entrambe le pedine-madri sono bloccate e’ un “legato”.

Tirare fuori le pedine: Una volta che sei riuscito a portare tutte le tue 15 pedine alla tua casa-base (tue posizioni 1-6), puoi cominciare a tirarle fuori. Le tiri fuori lanciando i dadi e togliendo man mano le pedine dalle posizioni che compaiono sui dadi. Se non c’e’ una pedina su una o su tutte e due le posizioni che appaiono sui dadi, devi rimuovere le pedine dalla posizione piu’ alta che ricoprono.

Punteggio: Il primo concorrente che tira fuori tutte e 15 le pedine vince il gioco. Se l’avversario ha tirato fuori almeno una pedina, perde solo un punto, altrimenti ne perde due. Non c’e’ raddoppio in questo gioco.

Fevga

Fevga e’ simile al gioco Turco del “Moultezim” e al gioco Russo del “Narde”.

Preparazione del gioco: Ogni giocatore comincia con le quindici pedine sul punto all’estrema destra del lato lontano della tabella, sull’angolo diagonalmente opposto dall’avversario. Entrambe i giocatori muovono nella stessa direzione, in senso orario, intorno alla tabella.

Scopo del gioco: Lo scopo del gioco e’ quello di spostare tutte le proprie pedine muovendole intorno alla tabella nella propria meta’ e quindi di farle uscire a mano a mano dalla tabella. Il bianco esce nell’angolo in basso a destra, il rosso nell’angolo in alto a sinistra.

Inizio del gioco: Ogni giocatore tira un dado e il numero piu’ alto comincia. Chi inizia tira entrambe i dadi per iniziare il suo primo turno. Al termine di tutto il gioco, il vincitore inizia il gioco successivo.

Mossa: Il lancio dei dadi indica di quanti punti il giocatore deve muovere le sue pedine, applicando le seguenti regole:

Una pedina puo’ essere spostata solo su una posizione libera, ovvero una posizione che non sia da nessuna delle pedine dell’avversario.
I numeri che compaiono sui due dadi raffigurano due mosse differenti. Per esempio se ad un giocatore escono il 5 ed il 3, egli puo’ muovere una pedina di 5 spazi su una posizione libera ed un’altra pedina di 3 spazi, oppure puo’ muovere un’unica pedina di otto spazi, ma solo se gli spazi intermedi (sia i 3 che i 5 spazi dal punto di partenza) sono liberi.
I doppi si giocano due volte. Per esempio se esce doppio 6 il giocatore ha quattro mosse da 6 da utilizzare.
Bisogna sempre usare entrambe i numeri usciti, o i quattro numeri in caso di doppio. Se si puo’ giocare solo uno dei numeri, va giocato quello piu’ alto.
Prima pedina fuori: La tua prima pedina deve aver passato il punto di partenza dell’avversario prima che tu possa iniziare a muoverne un’altra

Non c’e’ attacco: La maggiore differenza tra il Fevga e le altre forme di Backgammon e’ che non esiste alcuna forma di attacco in questo gioco. Una pedina da sola controlla una posizione e un pedina avversaria non puo’ occupare quella stessa posizione.

Limitazioni: Non e’ permesso occupare tutte e sei le posizioni nella tabella d’inizio. Se hai creato una “prima” (sei posizioni consecutive bloccate), e il tuo avversario ha raccolto tutte le sue pedine nella posizione precedente all’inizio del tuo blocco, allora devi sbloccarlo per consentirgli almeno una possibilita’ di mossa.

Tirare fuori le pedine: Una volta che sei riuscito a portare tutte le tue 15 pedine alla posizione finale, puoi cominciare a tirarle fuori. Le tiri fuori lanciando i dadi e togliendo man mano le pedine dalle posizioni che compaiono sui dadi. Se non c’e’ una pedina su una o su tutte e due le posizioni che appaiono sui dadi, devi rimuovere le pedine dalla posizione piu’ alta che ricoprono.

Punteggio: Il primo concorrente che tira fuori tutte e 15 le pedine vince il gioco e guadagna un punto. Se l’avversario non ha tirato fuori nemmeno una pedina, vince due punti.

 

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